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Warren Buffett e l’analisi della probabilità per il successo dell’investimento

Warren Buffett considera un principio di base la probabilità elementare, il nucleo della sua filosofia di investimento.

Dalla vendita di semplici dispense, alla gestione del multimilionario Berkshire Hathaway, egli ha sfruttato con successo le sue attività, decennio dopo decennio, accumulando un’armata di società produttrici di ricchezza.

Combinando questo con una comprensione logica delle operazioni aziendali e un orientamento al valore appreso da Benjamin Graham,  Buffett è di gran lunga uno dei migliori e più noti investitori di tutti i tempi.

Investire in valore e Redditività
Ci sono una varietà di stili di investimento tra cui scegliere, Warren Buffett è diventato famoso come uno degli investitori più esperti utilizzando un approccio semplice.
L’approccio di probabilità elementare di Buffett, si basa su 3 fondamenti:
  1. mantenere semplice l’analisi degli investimenti,
  2. concentrarsi su società trasparenti,
  3. valutare solo società con una grande redditività.
Tuttavia Buffett é anche noto per il suo approccio al valore che ha perfezionato attraverso il suo studio e lavoro con Benjamin Graham.
Il suo approccio al valore combinato con una comprensione semplificata delle società, limita l’universo investibile per il portafoglio di Berkshire Hathaway, a società:
  • con bassi Price/Earning (rapporto utile/prezzo),
  • alti livelli di flusso di cassa,
  • utili sostenuti.
La confluenza del suo stile di investimento lo ha anche aiutato ad identificare i vincitori e i perdenti tra le tendenze emergenti. Un esempio è il settore della tecnologia verde in cui Buffett ha apertamente proclamato di avere una grande capacità per nuovi investimenti. Il settore sta emergendo ampiamente in tutto il mondo con oltre il 60% dei nuovi investimenti energetici provenienti dalla tecnologia verde. A partire da giugno 2018, la partecipazione di Buffett nel settore è stata per lo più attraverso la sua controllata Berkshire Hathaway Energy ma è anche probabile che aggiungerà anche questo settore nel portafoglio azionario.
Combinare la teoria della probabilità con la sua strategia di investimento cosiddetta “fossato”.
Warren Buffett impiegò un po’ di tempo per sviluppare la giusta filosofia di investimento ma, una volta che lo fece, si attenne fedelmente ai suoi principi. Per definizione le aziende con un vantaggio competitivo durevole generano un eccesso di rendimento del capitale e il loro vantaggio competitivo agisce come un fossato attorno un castello. Il fossato garantisce la continuità dell’eccesso di rendimento del capitale per l’azienda in quanto diminuisce la probabilità che un concorrente entri nella redditività dell’azienda.
Gli inizi con le pubblicazioni di informazioni storiche sui cavalli “Stable boy selection”.
Warren Buffett iniziò ad applicare la probabilità all’analisi già da ragazzo. Ha realizzato delle pubblicazioni chiamate “Stable boy selection”, che vendeva per 25 centesimi di dollaro a dispensa. Ogni dispensa conteneva informazioni storiche su cavalli, ippodromi, il tempo durante la gara e le istruzioni su come analizzare i dati. Ad esempio se un cavallo aveva vinto quattro gare su cinque su un certo circuito nei giorni di sole e se una gara si sarebbe svolta sulla stessa pista in una giornata di sole allora la possibilità storica del cavallo di vincere la gara sarebbe stata dell’ 80%.
Analisi della probabilità con il metodo “Business Grapevine”.
Da giovane, Buffett, ha usato l’analisi quantitativa della probabilità insieme ad altri metodi che ha imparato da uno dei suoi mentori Philip Fisher per raccogliere informazioni su possibili investimenti. Buffett usò questo metodo nel 1963 per decidere se mettere soldi in American Express. Il titolo era stato colpito da notizie che Amex avrebbe dovuto coprire i crediti fraudolenti usando come garanzia collaterale le forniture di olio per le insalate. Buffett andò in strada, o meglio, si fermò dietro il bancone di un paio di ristoranti per vedere se le persone avrebbero smesso di usare American Express a causa dello scandalo. Egli ha concluso che la mania di Wall Street non era stata trasferita a Main Street e la probabilità di un tracollo era piuttosto bassa.
Ha anche pensato che se la società avesse pagato la perdita, la sua futura capacità di guadagno avrebbe superato di gran lunga la sua bassa valutazione quindi acquistò azioni per una porzione significativa del suo portafoglio ottenendo ottimi ritorni vendendoli nei due anni successivi.
Nel corso degli anni tuttavia, Buffett, ha continuato a tenere American Express come parte del portafoglio di Berkshire Hathaway.
La scommessa di un miliardo su Coca-Cola!
Nel 1988, Buffett, acquistò un miliardo di dollari di azioni Coca Cola. Egli ragionò sul fatto che con quasi cento anni di record di risultati aziendali,  i dati di Coca Cola, fornivano solide basi per l’analisi. La società ha generato rendimenti di capitale superiore alla media nella maggior parte dei suoi anni di attività. Non ha mai subito perdite e ha registrato un invidiabile consistente track record. I nuovi sviluppi positivi come il management di Robert Goizueta, che ha avviato attività non correlate reinvestendo in diverse attività e riacquistato le azioni della società, hanno dato a Buffett la certezza che la società avrebbe continuato a generare rendimenti rilevanti sul capitale. Inoltre i mercati si stavano aprendo all’estero con grande probabilità di continuare a crescere in modo redditizio.
Ad oggi questo è stato uno dei suoi investimenti più semplici, eleganti e redditizi.
Wells Fargo: la banca preferita da Warren Buffett
Nei primi anni novanta durante una recessione negli Stati Uniti con conseguente volatilità nel settore bancario per l’ansia sui valori immobiliari, il titolo Wells Fargo era scambiato ad un livello storicamente basso. Nella lettera del suo presidente gli azionisti di Berkshire Hathaway, Buffett elencava ciò che vedeva come pro e contro nel prendere una posizione importante in questa banca.
Egli ha notato tre rischi principali:
  1. un grave terremoto, che potrebbe devastare i mutuatari e compromettere a sua volta il buon esito dei mutui contratti con la banca;
  2. la possibilità di una contrazione aziendale o di un panico finanziario così grave da mettere a repentaglio quasi tutte le istituzioni ad alto indebitamento a prescindere da quanto gestite in modo intelligente;
  3. la paura che i valori immobiliari della West Coast sarebbero crollati a causa della cementificazione portando ad ingenti perdite alle banche finanziatrici dell’espansione, perché come prestatore leader nel settore immobiliare Wells Fargo era considerato particolarmente vulnerabile.
Dal lato pro, Buffett, ha notato che Wells Fargo guadagnava ben oltre un miliardo di dollari l’anno prima delle tasse, dopo aver speso più di trecento milioni di dollari per perdite sui prestiti, se il 10% di tutti i quarantotto miliardi di prestiti della banca, non solo i prestiti immobiliari, fossero stati colpiti da problemi nel 1991 e queste perdite coinvolgessero in media il 30% del capitale la società avrebbe quasi raggiunto il pareggio.
Un anno come quello, che consideriamo solo una possibilità di basso livello, non una probabilità, non guasterebbe la redditività della società!
Facendo una valutazione ad oggi l’investimento di Buffett in Wells Fargo nei primi anni novanta è stato uno dei suoi preferiti. Ha aggiunto partecipazioni negli ultimi decenni e, a partire dal terzo trimestre del 2018, Berkshire Hathaway deteneva 442 milioni di azioni.
In conclusione la probabilità elementare, se appresa correttamente e applicata alla risoluzione di problemi e all’analisi, può fare miracoli.
Buffett combina questo con un approccio orientato al valore, alla valutazione e all’analisi che ha dimostrato di avere nel corso di molti anni. Sebbene ci sia un infinità di informazioni riguardo alle scelte di investimento, Buffett ha dimostrato più e più volte che il suo approccio sia assolutamente vincente.

 

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