Andrea Rosettani • Consigliere Patrimoniale

Perché non spendi tutto ciò che guadagni?

Perché si risparmia? Perché ognuno di noi decide di risparmiare una quota del suo reddito e metterla da parte?

Anche tu, ne sono convinto, hai da parte una cifra piccola o grande che sia che preferisci non spendere, vero?
Risparmiare è congenito nel nostro modo di essere persone. Prima ancora del risparmio inteso come mettere soldi nel salvadanaio, la nostra stessa natura umana tende a risparmiare per i periodi di “magra”.
Addirittura il nostro corpo tende ad adattarsi ai nostri comportamenti, in merito all’alimentazione, assimilando più o meno cibo in relazione a quanto ne immettiamo nell’organismo. Non è un caso se molti di noi hanno la “pancetta”, tecnicamente contraddistinta come grasso addominale, perché il nostro corpo tende a conservare le risorse in eccesso per eventualmente utilizzarle in periodi di scarsità.
Il risparmio è uno dei nostri valori fondamentali!
Ma perché ognuno di noi risparmia? Perché ognuno di noi decide di non spendere una quota del suo reddito e metterla da parte? Perché fatichiamo prima per guadagnare e poi per non spendere una parte di quello che si è guadagnato?
La risposta che più spesso mi viene data quando pongo questa domanda ad un mio cliente specialmente nel primo incontro è: “Non si sa mai!”
La nostra cultura ci spinge a non spendere tutto quello che guadagniamo per un qualcosa che non riusciamo bene ad identificare. Timore per un futuro incerto, una spesa improvvisa, una malattia, tutte motivazione plausibili ma che se non ben focalizzate ed identificate possono portare a fare sacrifici che potrebbero rivelarsi inutili.
Immagina di dover intraprendere un viaggio senza sapere dove devi andare, quando partire, quando devi arrivare a destinazione, il mezzo da utilizzare. Potresti vagare per giorni girando in tondo senza arrivare a nulla.
Focalizzare l’attenzione su uno o più bisogni grazie ad una analisi approfondita permette di pianificare una serie di progetti in cui si andranno a disegnare tutte le caratteristiche e le fasi per la loro realizzazione nel minor tempo possibile e con il minimo sforzo possibile. Un altro aspetto fondamentale da considerare è il rischio che si vuole assegnare a quel tipo di progetto. Preventivare la volatilità di ogni singolo progetto permette di strutturarlo in maniera coerente con la tua tolleranza alle oscillazioni di mercato.
Ricordi i suggerimenti del Prof. Ruggero Bertelli? “Se non sai chi sei è molto costoso scoprirlo sui mercati finanziari!” (vai all’articolo).
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Avrai la possibilità di confrontarti con un interlocutore che individui i bisogni palesi ma soprattutto quelli latenti e pianificarli in un progetto coerente con le tue caratteristiche. Mettere in atto tutto questo avrà un valore inestimabile per il tuo futuro e per quello di tutta la tua famiglia.

A presto.
Andrea.