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Quanto rende il tuo conto corrente?

I risparmiatori italiani continuano a navigare in un mare di liquidità.
Bankitalia evidenzia che, in questo momento, nei conti correnti degli italiani sono fermi oltre 1.500 miliardi di euro ed il trend è in costante crescita.
L’incertezza del futuro e la mancanza di rendimenti cosiddetti sicuri costringe il risparmiatore italiano a rifugiarsi lasciando i propri soldi nel conto corrente.
Un altro aspetto determinante è l’assenza generalizzata di cultura finanziaria che induce il risparmiatore a fare da solo piuttosto che affidarsi a professionisti del settore specializzati nell’aiutare i risparmiatori a pianificare le loro finanze come i Consulenti Finanziari.
In mancanza di ciò e di titoli di stato che riescano a dare nel breve termine un rendimento positivo al risparmiatore italiano non rimane altro che temporeggiare lasciando il denaro in conto.
Ma qual’è il prezzo di tale situazione?
Nella tabella che ti ho inserito qui sotto puoi calcolare per mezzo dei coefficienti Istat di svalutazione del denaro, di quanto si sia svalutato il denaro nei decenni passati:
Solo per fare qualche esempio:
  • se avessi lasciato il tuo denaro in conto corrente nel 2005, oggi ne avresti il 20% in meno,
  • se lo avessi lasciato nel 2001 oggi sarebbe diventato il 30% in meno.
  • il tuo capitale si sarebbe dimezzato lasciando i tuoi soldi in liquidità nel 1989.
No, non parlo di commissioni o di altri balzelli!
Mi riferisco alla pura svalutazione della moneta dovuta all’inflazione galoppante che ogni anno riduce in potere di acquisto il denaro non investito.
Capisco che sia un concetto astratto e non facile da percepire immediatamente.
Ti faccio qualche semplice esempio per capire meglio.
Da quando è entrato l’euro, nel 2002, alcuni beni che probabilmente utilizziamo giornalmente hanno visto lievitare i loro prezzi in questo modo:
  • Caffè al banco: da 900 lire a 0,90€ (+100%),
  • Pizza margherita: da 6.500 lire a 7,5€ (+123%),
  • Big Mac: da 4.900 lire a 4,20€ (+66%),
  • Quotidiano in edicola: da 1.500 lire a 1,50€ (+100%).
Questi semplici esempi ti dimostrano che il denaro lasciato infruttifero in conto corrente perde di valore in potere d’acquisto costringendoti ad acquistare meno cose pur avendo la stessa cifra a disposizione.
Ti lascio con due numeri:
  1. il 1 gennaio 2002 con 1 euro avresti comprato più di 2 caffè,
  2. oggi con gli stessi soldi ne puoi comprare appena 1.
quindi se all’epoca avessi lasciato quell’euro infruttifero il potere di acquisto si sarebbe dimezzato.

Se invece, lo stesso euro, lo avessi investito nella borsa americana oggi ne avresti ben 3!

Quanti caffè potresti acquistare oggi con questa cifra?

 

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E’ il modo più intelligente per rimanere investiti nel mercato ed evitare di lasciare infruttifero il tuo denaro con la certezza che l’inflazione galoppante ne riduca drasticamente e costantemente il valore.

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A presto.

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