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Quelli che… se ti affido 100mila euro, quanto mi dai???

Oggi voglio analizzare insieme a te il perché i tuoi soldi sono “parcheggiati” nel conto corrente e spiegarti i motivi secondo cui questo rischia di essere uno sperpero di opportunità di crescita per realizzare meglio e più velocemente i tuoi obiettivi di vita.

Inoltre vedremo quali possono essere le soluzioni più adatte per investire al meglio quella parte di risparmio di cui non hai necessità di spesa nei prossimi 12/24 mesi.

In effetti sei in ottima compagnia! Moltissimi altri risparmiatori come te lasciano i loro risparmi parcheggiati in liquidità. Si stima che la cifra ferma sui conti correnti o prodotti simili, corrisponda a circa un terzo del totale di tutto il risparmio accumulato e quindi corrisponde a 1.329.590.000.000 di euro …una cifra impressionante!
Mi capita molto spesso di incontrare persone che sono completamente distaccate dal mondo finanziario. Il disinteresse per questo settore ed una educazione sbagliata causata da decenni di rendimenti a breve termine troppo elevati, ha indotto a pensare ad una grande parte dei risparmiatori che investire volesse dire lasciare dei soldi per un breve lasso di tempo ed ottenere un guadagno considerevole senza correre alcun rischio di perdita.
Ti sei mai chiesto perché esiste questa credenza?
Uno dei motivi per cui probabilmente tu possa pensare questo sta nel fatto che da decenni i titoli a reddito fisso di breve durata hanno avuto rendimenti altissimi a volte anche a doppia cifra. Fintanto che si è protratta questa anomalia, nessuno si è posto il problema di cercare una alternativa. Il grafico sotto evidenzia i rendimenti del BOT a 12 mesi dal 1980 fino ad oggi.

grafico bot 12m dal 1980

Ovviamente oggi che siamo al centro del problema poiché ci troviamo in una situazione  in cui i tassi a breve (1-3 anni) sono addirittura negativi (vedi foto sotto, fonte: Investing.com), diventa molto difficile riuscire a trovare da soli una alternativa di investimento con le stesse caratteristiche che possa replicare ciò che hai fatto per anni ed anni.

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Quindi? Cosa possiamo fare?
L’errore più grande che potresti fare è “mettere tutte le uova nello stesso paniere”. Una metafora per dire che la prima cosa da fare è “spacchettare” il patrimonio e suddividerlo per obiettivi di vita assegnando ad ognuno degli obiettivi e delle scadenze diverse.
Una volta fatto questo possiamo assegnare ad ogni obiettivo di vita un grado di rischio diverso in base a vari fattori:
– tolleranza alla volatilità (te ne parlo qui)
– durata
– risorse a disposizione
– esperienze pregresse
– rendimento atteso
Poi andremo ad identificare le varie componenti che dovranno costituire le tipologie di investimenti con particolare attenzione alla diversificazione geografica, per settori, per prodotti.
Infine grande importanza va data alla diversificazione del momento di entrata nell’investimento che generalmente può essere risolto con un piano di accumulo automatizzato in modo da abbassare il costo medio di acquisto e sfruttare a nostro favore i momenti negativi di mercato.
Realizzare una struttura di investimento di questo tipo necessita di una guida per la sua realizzazione nella fase iniziale ma anche un controllo attraverso dei “punti nave” cadenzati durante tutta la vita dell’investimento in modo che vengano apportate tutte le correzioni  necessarie in relazione ad eventuali repentini movimenti di mercato o a esigenze personali improvvise ed impreviste che potrebbero capitarti.

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A presto.
Andrea.

 

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